Centro di accoglienza per donne
Sevare, Mali
2012

L’associazione Delta Survie fu fondata nel 1986 a Mopti (la seconda città più grande de Mali) da Doctors of the World per offrire servizi chirurgici e medici a donne affette da fistola ostetrica.

Sotto la guida del leader ispiratore del Delta, Ibrahima Sankare, più di 200 donne all’anno adesso ricevono assistenza chirurgica  e sociale ed il programma di comunicazioni nazionale del Delta sta cercando di sollevare il velo di silenzio sulla fistola e definirla come una malattia curabile come un’ altra.

Al Delta Survie le donne trovano una comunità di appoggio in cui vengono accettate. Dal momento che I trattamenti chirurgici a cui le donne sono sottoposte richiedono una lunga convalescenza, il delta insegna alle donne a produrre dei piccoli manufatti di artigianato, offrendo alle stesse la possibilità di adoperare quanto appreso per sostenersi economicamente una volta lasciato il centro.

Le donne al Delta Survie creano gioielli che esprimono la bellezza e l’esuberanza della cultura maliana. L’impiego non troppo faticoso che comporta la creazione di questi gioielli, si rivela un’occupazione perfetta per le donne che hanno differenti periodi e stadi di ricovero ed hanno bisogno di frequenti periodi di pausa.

 

Il centro, interamente composto di cupole, sorgerà su un lotto di proprietà del Delta, di 10.000 mq di estensione, per circa 1350 mq di costruzione; il progetto si sviluppa attorno al concetto base del Delta Survie, ovvero quello dell’accoglienza e della reintegrazione delle ospiti; per quanto concerne l’accoglienza, pertanto, sono stati pensati due poli dormitorio, di 8 camere ciascuno, ognuna delle quali capace di accogliere 4 donne contemporaneamente, con annessi servizi comuni opportunamente dimensionati; al momento 4 cupole/dormitorio sono in fase di ultimazione (vedi foto dello stato attuale allegate); per il processo di reintegrazione, invece, sono previste delle aule in cui le ospiti potranno seguire corsi di formazione, nonché un nucleo centrale al lotto, in cui trovano sistemazione i laboratori, dove le donne lavoreranno alla propria manifattura ed esporranno i propri prodotti. Infine, verrà realizzato anche un punto ristoro per i visitatori, che potranno degustare quanto dalle ospiti del centro appreso nella scuola di cucina adiacente.

Il materiale adoperato per la costruzione del complesso è la terra, reperibile in loco  e disponibile a costo quasi nullo. Questa viene utilizzata, in questo progetto, sotto forma di mattone cotto. Tale elemento, impastato in loco da manovalanza locale, viene cotto in particolari forni in terra cruda alimentati a pula di riso, operando in tal modo l’utilizzo di un materiale di scarto, la pula, altrimenti destinato a rifiuto.

 

Con tale accorgimento, unito al ricorso alla manodopera locale, che il metodo costruttivo permette di formare rapidamente, contribuisce a far muovere l’economia locale, anche a cantiere chiuso (vedi possibilità di produrre mattoni per altri cantieri).

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